Sarri, Conti e Pruzzo: Ragione&Dito Medio

sarri dito medioL’Italia è un paese che circola sempre su due corsie con quella preferenziale occupata sempre dal più simpatico. Senza voler scomodare grandi analisi di geopolitica, per un esempio di questa abitudine tutta italiana basta far ricorso a due episodi che, sorte ha voluto, si verificassero a 3 giorni di distanza. Ma andiamo per ordine temporale.

Domenica sera, città di Torino, fra poco in campo Juventus e Napoli. Un gruppo di idioti accoglie l’autobus degli azzurri sputando e offendendo in quanto napoletani. Dal suo sedile in prima fila, mister Sarri vede e risponde con il dito medio. Apriti cielo! Immediatamente l’immagine fa il giro di tutte le tv e dei media nazionali. A nulla servirà la spiegazione del tecnico napoletano: “Mai mi sognerei di mandare al diavolo dei tifosi juventini. Ho mandato a quel paese un gruppo di stupidi che sputavano sul pulman e ci offendevano perché napoletani”. Il chiarimento può bastare? Giammai! Come si è più volte sottolineato nella trasmissione di Rai 2 la Domenica Sportiva: un uomo che rappresenta un esempio per i tifosi non dovrebbe mai, e dico mai, reagire in questo modo.

Passano 2 giorni, si cambia campo ma non dito. E’ il momento di Liverpool-Roma, andataconti e pruzzo della semifinale di Champions. Due glorie romaniste, Bruno Conti, al seguito dei giallorossi in quanto dirigente della Roma, e Roberto Pruzzo posano davanti allo stemma del Liverpool sfoggiando il dito medio ben sollevato. Uno scatto privato della figlia di Pruzzo che, anche se eliminato dopo pochi minuti, fa immediatamente il giro dei social network. Apriti cielo anche stavolta? Invece no. L’opinione pubblica è soddisfatta delle immediate scuse dei due che sottolineano la natura goliardica della foto. Abbiamo scherzato, siamo ragazzi si sa!

La marzulliana domanda che nasce spontanea a questo punto è: pur ritenendolo un gestaccio brutto che farebbe scattare la pantofola materna all’istante, è più nobile alzarlo contro degli idioti in difesa di un’identità o davanti ad uno stemma colpevole solo nell’84 di aver tolto dalle mani l’allora Coppa dei Campioni ai ragazzi?

Agli studi della Domenica Sportiva l’ardua sentenza.

Foto: gazzetta.it

 

 

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Carla Di Somma

Nata e cresciuta a Castellammare di Stabia. Ha fatto suo il motto che campeggia sullo stemma della città delle acque: “Post Fata Resurgo”.
Ha frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all'Università di Salerno.
Operaia per necessità, cerca di ritagliarsi il tempo necessario per dedicarsi a questa piccola grande avventura che è Arcinews.
Carla Di Somma

Carla Di Somma

Nata e cresciuta a Castellammare di Stabia. Ha fatto suo il motto che campeggia sullo stemma della città delle acque: “Post Fata Resurgo”. Ha frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all'Università di Salerno. Operaia per necessità, cerca di ritagliarsi il tempo necessario per dedicarsi a questa piccola grande avventura che è Arcinews.

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